venerdì 2 febbraio 2018

Il Mago atoidi

Fra le possibili catalogazioni delle persone con le quali ho a che fare, come cliente, ne applico una definita dal loro livello di competenza raffrontato alla percezione che hanno di sé in rapporto all'abilità, o meno, che mostrano nell'adempiere il compito che gli richiedo.
In parole povere vi sono individui altamente preparati, efficaci ed efficienti che non ti fanno pesare queste qualità (innata modestia? Superbia camuffata, vissuta con intimo orgoglio?); altri che al contrario sottolineano la loro bravura, ma ai quali un livello accettabile di saccenteria è perdonabile se soddisfano le tue esigenze; altri ancora che vivono tranquilli una medietà comune ai più, limitandosi a fare lo stretto necessario; una quarta categoria di persone di basso profilo che si vergognano per l'inadeguatezza, consapevoli che non stanno esaudendo in pieno una domanda fatta e infine, quinto, ultimo, vade-retro-livello, gli incapaci pieni di sé che si credono depositari di chissà quali abilità quando sono palesemente dei rimbambiti.

Settimana scorsa chiamo il numero verde assistenza del mio nuovo operatore telefonico, ho da poco sottoscritto un'offerta per poter navigare in Internet a 500 yottabit al secondo, ricevendo contestualmente una nuova SIM con traffico illimitato e telefonate gratuite nell'intero sistema solare (Plutone incluso), chiedendo se devo compiere qualche passo ulteriore (oltre al pagamento degli X euro al corriere che mi aveva consegnato la SIM) per sancire il definitivo passaggio d'operatore.

Mi risponde una tipa all'apparenza spigliata (dal tono della voce ho potuto raffigurarmi il soggetto: mora, trucco accentuato delle labbra e delle unghie, red passion entrambe, sovrappeso) che mi risponde di attendere un attimo (la linea si ammutolisce, immagino stia chiedendo spiegazioni a una sua collega di call center). Terminata l'attesa mi indica due possibilità: rimandare il contratto cartaceo che il corriere mi ha lasciato, debitamente firmato, al corriere stesso o inviarlo al numero di fax...

Rimango perplesso: non capisco come rintracciare il corriere e soprattutto che interesse possa avere la società che mi ha consegnato il pacco a vedersi arrivare un contratto telefonico (per quanto debitamente firmato).
Sul fax ho altri dubbi: il documento è composto da una ventina di pagine, solo alcune delle quali devo firmare. Fax-xo l'intero malloppo o le sole pagine sulle quali scriverò, in corsivo, PuroNanoVergine?

In teoria dovrei porre la questione alla tipa del call center, ma mi rendo conto che la soggetta mi ha dato una risposta, anzi una scelta fra due opzioni, che non sta in piedi. Non riesco a definire la sensazione che provo nel "sapere" che è inutile approfondire il tema perché la mora red passion mi sta indirizzando verso una strada senza uscita e senza senso.

Fingo di esser soddisfatto della sentenza ottenuta quando la ragazza conclude la telefonata avvisandomi che a breve potrei essere ricontattato dal servizio clienti che mi chiederà di valutare il suo operato, con un voto compreso fra 8 e 10 (otto e dieci?) e che "noi ci attendiamo come risposta un bel 10".

Noi ci attendiamo un bel 10?

A parte il fatto che il plurale maiestatis lo usa solo il Mago Otelma (mentre scrivo questo post ho avuto l'illuminazione, Otelma è la versione invertita di Amleto: pensavo fosse un idiota e invece va tecnicamente definito un atoidi) in base a cosa dovrei, senza alcun ragionevole dubbio, darle un 10 in pagella quando mi verrebbe naturale affibbiarle un -2?

Non rispondo alla richiesta del 10 dovuto, e la saluto.

p.s. il mattino seguente richiamo il call center, mi risponde un tizio che dalla voce mi appare alto (sul metro e ottantacinque), magro, fumatore, un principio di stempiatura, il quale, con insonnolita competenza (erano da poco scoccate le otto) mi rassicura sull'avvenuta conclusione della pratica: il pagamento al corriere degli X euro per la SIM e la copia della carta d'identità che ho lasciato sempre al corriere sono sufficienti per sancire il cambio d'operatore. Il tipo non mi chiede di valutarlo, non usa la prima persona plurale per indicare sé stesso. Non verrò quindi ricontattato per esprimere un parere. Peccato. Avrei risposto con un dieci pieno e soprattutto meritato.

domenica 21 gennaio 2018

Download universale

Con la nuova offerta del mio provider internet navigherò a una velocità di download di circa 500 yottabit (in pratica un 5 seguito da 26 zeri, una cifra stratosferica, un valore che è cinquecento milioni di miliardi più grande del misero gigabit che il vostro provider va sbandierando negli spot televisivi).
Così, a spanne, ipotizzando che i 500 yottabit siano nominali e che nella realtà quotidiana me ne garantiranno 300, forse 350, se va bene, nelle giornate di sereno, temperatura gradevole, umidità contenuta, 400, dovrei comunque poter scaricare l'intero Universo in poco meno di 10 giorni.
Fin qui tutto bene.
Ma dove mettere l'intero Universo?
Serve un algoritmo di compressione coi controfiocchi.
Qualcosa che riesca a pigiare in uno spazio ridotto, pianeti, stelle, galassie, buchi neri, tangenziali, funivie, metropolitane, suocere, leghisti, sacher torte, centravanti, dentiere...
E anche se trovassi un programma in grado di comprimere all'inverosimile?
Di condensare il cosmo in una sfera di 2, massimo 3, metri di raggio?
Certo, potrei portare l'universo su in solaio, dovendo, ahime, togliere qualcosa che vi risiede da anni, decenni, e che ha assunto col tempo un ruolo di puro ricordo nostalgico di un passato che (forse) non tornerà più.
Finirebbero così nella discarica Gelsomino, l'orsacchiotto di pelouche della mia infanzia, o la collezione delle annate di Starter dei primi anni 80, donne (nude) e motori che stimolavano le prime performance onanistiche o, ancora, Lumumba, la bambola gonfiabile africana che mi aprì le porte della sessualità al lattice (Lu, così la chiamavo, ora è felicemente pensionata, l'espressione di sbigottimento della sua bocca spalancata che osserva il sottotetto condominiale).
Senza contare la reazione del solaio perché, in un Universo compresso, sarebbe contenuto il medesimo solaio in formato mignon, generando il paradosso di un contenitore che contiene sé stesso.
Non so come reagirebbe, tenuto conto dell'estrema sensibilità del solaio in questione, dell'interrogarsi quotidiano sull'utilità della sua funzione, dell'essenza della sua natura, del desiderio, in una vita prossima, di potersi "reincarnare" in una mansarda.
No, forse il download universale creerebbe un inutile disagio, a partire dal sottoscritto (metti caso che abbia voglia di riabbracciare Gelsomino, di eccitarmi con una carrozzata donzella di 30 anni fa a bordo di una moto oramai d'epoca, di scambiare qualche tenera effusione, sesso della terza età, con Lumumba).
Tanto vale disdire l'offerta dei 500 yottabit, tornare al misero giga riservato ai comuni navigatori mortali e mantenere intatto il solaio e le cose che custodisce: sarebbe un peccato imperdonabile anteporre la fregola del download "costi quel che costi" agli oggetti che rappresentano la nostra madeleine.
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